Libri


La porta di Anne LA PORTA DI ANNE
Guia Risari, ill. A. Floris
Mondadori, Segrate, 2016
(ISBN 978-88-04-65888-7, Contemporanea, pp. 176, € 16,00)
(ISBN 978-88-04-67381-1, Oscar Junior, genn. 2017, pp. 192, € 9,00)
FINALISTA PREMIO LETTERATURA RAGAZZI - CENTO 2016
Esaurito

 

L'editore
Mondadori
Via Mondadori, 1
20090 Segrate
e-mail info.ragazzi@mondadori.it
http://www.librimondadori.it


Incipit

L'alba di Karl
 
La notte era stata calma e silenziosa. Per una volta, nessun aereo aveva sorvolato i cieli striati di Amsterdam.
Immerso nei sogni, Karl Josef Silberbauer pensava di essere tornato indietro nel tempo. Era una domenica mattina di dieci anni prima, la guerra ancora lontana. Sognava Vienna, i viali alberati, le piazze barocche, le facce ridenti dei bambini che giocavano per strada, lo sferragliare del vecchio tram che correva sui binari dondolando.
A lui piaceva prendere il tram: era il suo viaggio nell'universo umano. Più durava il tragitto, più aveva tempo per osservare i visi dei passeggeri, come portavano i capelli, che vestiti indossavano. Ogni indizio era rivelatore della loro personalità. Lui compilava lunghe liste senza tralasciare nessun dettaglio. Le scarpe erano alla moda oppure antiquate? Lucide o polverose? Il soprabito era di seconda mano oppure nuovo? E il collo di pelliccia era gatto o vero cincillà? Quella donna era truccata o aveva le labbra naturalmente rosse? E il signore distinto nell'angolo? Era davvero qualcuno che contava o un semplice vanitoso?
Gliel'aveva insegnato suo padre, a osservare, e non si trattava affatto di un gioco ozioso. Era l'occupazione principale di un bravo poliziotto. Dopotutto, la verità non è che una semplice deduzione a partire da una serie infinita di dettagli. Un lavoro matematico, di precisione: sommi gli addendi e hai il risultato. L'aspetto non era tutto, certo, eppure analizzandolo si potevano capire molte cose: non solo l'età, la condizione, lo stato d'animo, ma anche le speranze, i sogni, le paure. Ognuno, a un esame attento, rivelava la propria realtà, che lo volesse o meno. Sistemarsi incessantemente un ciuffo di capelli sulla fronte indicava un chiaro desiderio di richiamare l'attenzione su di sé. Cosa significava, invece, il continuo giocherellare con la fede? Forse il matrimonio non era così felice e nell'universo della coppia si era insinuato il dubbio. Mentre quel vecchio che non fermava gli occhi su niente, ma li spostava convulsamente da una parte all'altra, stava dando un chiaro segnale di debolezza, di paura. Di cosa? Degli altri, della vita, o di qualcosa di preciso che non avrebbe dovuto o voluto fare? Chi poteva saperlo? Non a tutto si poteva rispondere su un tram.

(Guia Risari, La porta di Anne, ill. A. Floris, Mondadori, Segrate, 2016) © Mondadori 2016


Estratto
pp. 26-27,54-55,124-125,138-139


Recensioni

 
«[...] "La porta di Anne", corredato dalle illustrazioni di Arianna Floris, è un buon corollario alle lettura del "Diario", è un libro consigliato a partire dai 12 anni e fornisce, oltre a notizie sul destino dei protagonisti, anche un breve ed esaustivo quadro storico del periodo.»
(Claudia Bertanza, Cosa Sognava Anna Frank? Recensione Di "La Porta Di Anne", Di Guia Risari, La Spezia Oggi, 26 genn. 2020)
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Primo classificato, votazione degli studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado, Libri per sognare, Bergamo, apr. 2018

«[...] I libri che ricordano l'Olocausto a mio avviso non sono mai troppi. Non bisogna mai smettere di parlare dei periodi bui della storia e della follia che li ha generati, perchè è nel disinteresse, nell'ignoranza che attecchiscono odiose forme di revisionismo. Mi sono avvicinata a questo libro di Guia Risari con molte aspettative. Non era certo facile scrivere qualcosa di nuovo sulla storia di Anne Frank, ma la scrittrice lo ha fatto con sobrietà e poesia, aprendo verso nuove considerazioni. Il lettore che conosce la storia ne scorpre un altro e diverso aspetto e chi invece non ne hai mai sentito parlare si sente spinto ad approfondire. Un libro che è un piccolo gioiellino, molto, molto curato ed adatto ai lettori a partire dai dieci anni. [...]
La vicenda di Anne Frank viene narrata da un diverso punto di vista: dietro le porte dell'alloggio segreto vengono raccontati i pensieri di tutti i clandestini. È veramente bello poter conoscere un po' meglio quelle persone che solo la voce di Anne ci aveva raccontato, perchè l'autrice dona ad ognuno di loro una nuova dimensione e li riconosciamo e allo stesso tempo li conosciamo per la prima volta. [...]»
(Lea, La Porta di Anne - Guia Risari, Due lettrici quasi perfette, 26 genn. 2018)
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«Parlare di Olocausto a dei bambini e a dei ragazzi non è per nulla semplice. Non esiste un solo modo "corretto" per raccontare quanto è avvenuto né una metodologia ideale. Sicuramente serve definire bene la terminologia, contestualizzare gli eventi storici, non dare risposte semplici e scontate, fornire gli strumenti per avere accesso alle fonti primarie di informazione. L'editoria ci aiuta in questa operazione e ci offre l'opportunità per avere tra le mani libri adatti ad ogni età. Non serve infatti mostrare scheletri e camere a gas per parlare ai bambini di quanto è accaduto agli ebrei e non solo ma è molto più utile raccontare storie che parlano di persone che ci raccontano la loro vita, le loro eroiche scelte, il loro schierarsi dalla parte dei diritti umani.
Ecco cinque libri che non possono mancare nella libreria per parlare di questa tragedia.[...]
Ci sono tanti modi per parlare di Anne Frank. Uno di questi è la lettura del suo diario. Un altro è il libro "La porta di Anne" (Mondadori) scritto da Guia Risari che ha voluto raccontarci i sogni di tutti gli occupanti dell'alloggio segreto ad Amsterdam dove la piccola Anne visse con la famiglia fino al giorno dell'arresto. [...]»
(Alex Corlazzoli, #GiornoDellaMemoria | Cinque libri per bambini sull'olocausto, StartupItalia Education, 26 genn. 2018)
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«[...] l'ho gustato un po' alla volta: alla fine è stato come fare un viaggio dentro la vita e gli stati d'animo di questi personaggi per poi inquadrarli nel momento storico.
Sono entrata nella narrazione passando attraverso la porta nascosta dalla libreria, come il primo personaggio che viene presentato. Come lui, anch'io sono arrivata nel rifugio segreto, lui con la convinzione assurda del suo compito di arrestare gli otto personaggi, io con la curiosità di conoscerli; lui distrutto dalle sue azioni, io arricchita dalla lettura.
[...] Al di fuori di quelle stanze c'è il mondo che non li accetta perché ebrei, un mondo di paure, rumori cattivi, un destino di morte certa. Nonostante vivano come fantasmi quasi dimenticati dal mondo, sembrano gli unici essere umani del libro capaci di pensare, amare, creare e sognare: gli altri personaggi nominati o descritti sono bestie rabbiose, esseri manovrati da una coscienza di guerra e distruzione. [...]»
(Martina McDowell, 1a classificata concorso Caro Autore, ti scrivo 2017, Pordenonelegge, Pordenone, sett. 2017)
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«Cara coscienza del sottufficiale austriaco Karl Josef Silberbauer, lei è la dimostrazione che seguire un ideologia sbagliata basata sulla supremazia e sottomissione delle altre "razze" è una mostruosità.
[...] Adesso dedico a te, cara autrice un mio pensiero: quando leggevo il tuo libro avevo fretta di finirlo, per non affezionarmi troppo ai personaggi e vederli soffrire e allo stesso tempo volevo che non finisse in quanto ero a conoscenza del loro destino. Il libro mi ha lasciato un senso quasi di angoscia, perché man mano che cominciavo a conoscere i personaggi e li vedevo prendere forma all'interno della storia, sapevo quale era la loro tragica fine. [...]»
(Matteo Mondini, 2o classificato concorso Caro Autore, ti scrivo 2017, Pordenonelegge, Pordenone, sett. 2017)
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«[...] Anne non è più l'unica protagonista della storia, con lei ci sono la mamma, il papà, la sorella e altri quattro ebrei che condividono la vita quotidiana, le paure e le ansie di essere scoperti,ma soprattutto i pensieri,le emozioni e i sogni, ognuno in modo diverso.
[...] Karl è un uomo che esegue gli ordini senza porsi alcuna domanda, anche se si intravvede qualche sentimento come la pietà o la vergogna in lui, quando vede Margot piangere o quando trova la divisa tedesca di Otto Frank, però alla fine prevale su tutto l'obbedienza.
L'atteggiamento di molti altri uomini come lui che non si sono chiesti il perchè delle cose e non hanno provato la pietà ha determinato lo sterminio di un popolo. [...]»
(Elena De Bellis, 3a classificata concorso Caro Autore, ti scrivo 2017, Pordenonelegge, Pordenone, sett. 2017)
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«[...] Questo libro parla di Anne Frank ed è come "Il diario di Anne Frank" ma visto da una prospettiva diversa.
[...] Questo libro mi è piaciuto molto, lo consiglio a tutti perché la scrittrice è stata in grado di farmi percepire le emozioni degli otto ebrei.»
(Sabrina Nilo, La porta di Anne, Milani News, 3 sett. 2017)
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«[...] Un altro interessante esempio di ri-scrittura di un classico per ragazzi più grandi mi è venuto tra le mani di recente: si tratta de La porta di Anne di Guia Risari [...] Nel racconto di Guia Risari sono i medesimi personaggi a essere scavati, uno per uno, la mattina stessa dell'irruzione nella casa, con sguardo analitico e adulto. L'autrice ne fotografa le azioni, le emozioni, i pensieri nelle ore immediatamente precedenti al drammatico epilogo: destini che si incrociano nell'unità di tempo, ma personalità autonome e ben diverse tra loro. [...]»
(Carla Ida Salviati, Ri-scrivere: scrivere, Il primo libro non si scorda mai, Giunti, Firenze, 2017, pp. 123-128)
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«[...] Sono state scritte infinite pagine a testimonianza dei silenziosi e terribili anni passati da Anne e dai suoi coinquilini nascosti nella tristemente nota soffitta di Amsterdam. La lettura di Guia Risari è da un'angolazione differente: una carrellata a tutto campo su tutti gli otto abitanti l'alloggio segreto, uno sguardo quindi alle singole individualità, agli uni nel tutto. Il libro è una sorta di romanzo storico corale, basato su I Diari di Anne Frank, sulle ricerche storiche e sui libri scritti che raccontano la vicenda, ai quali si sovrappone l'immaginazione dell'autrice. [...] La Risari cerca di tirar fuori la verità di ogni personaggio attraverso gli stati d'animo e le relazioni che si stabiliscono. Persone fra loro differenti forzate alla vita promiscua, da cui emerge potente la dignità che riescono a preservare, nonostante tutto... Anche la figura del sottufficiale tedesco che eseguì l'arresto, Karl Josef Silberbauer, viene indagata e descritta, per poter capire la delirante "banalità del male" che mosse la psicologia di gran parte dei nazisti [...]»
(Laura Volpe, La porta di Anne, Mangialibri, 12 ott. 2016)
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«Ancora Anne? Anche se il Giorno della Memoria è lontano? Sì, vale la pena perché l'autrice narra la vicenda di Anne Frank da un punto di vista inesplorato.
Il romanzo ci racconta una nuova bellezza nella piccola Anne e nelle altre vite che con lei hanno condiviso i giorni della speranza.»
(Daniela Palumbo, La porta di Anne (Frank), Scarp de'Tenis n.18, lug. 2016)
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«[...] Quello di Guia Risari è un libro originale che dà voce anche agli altri inquilini della casa sul retro, quelli che hanno condiviso con Anne le paure, le ansie e i timori di essere scoperti e quindi deportati nei campi di concentramento nazisti.
[...] Ogni capitolo è dedicato a un personaggio mentre l'ultimo racconta il momento dell'arresto.
Trovo che la Risari abbia scritto un buon libro, tenero ed emozionante, con uno stile leggero nonostante si toccassero temi molto forti. Molto interessante risulta anche la parte storica in fondo al romanzo in cui vengono descritti i protagonisti del libro, la loro sorte in seguito all'arresto e la cronologia delle tappe che hanno portato al secondo conflitto mondiale. [...]»
(Greta Sala, Recensione: LA PORTA DI ANNE di Guia Risari. Otto vite. Un appartamento. La storia di Anne Frank , Libri & Cultura, 8 lug. 2016)
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«[...] il nuovo libro di Guia Risari, che narra le vicende del conosciutissimo "Diario di Anne Frank" attraverso diversi punti di vista, offrendoci una visione più completa della vita delle otto persone all'interno di questo alloggio segreto di cento metri quadrati. La scrittrice ci sorprende quindi con questa sua scelta e ancora di più con l'inserimento del punto di vista dell'ufficiale delle SS che arrestò Anne Frank e le altre persone del rifugio segreto.
[...] Infine l'autrice ci ha parlato delle discriminazioni del passato e anche di quelle che oggi ci circondano, invitandoci a combattere il razzismo a partire dalla nostra realtà: "Quando discriminiamo qualcuno, quando ci mettiamo a giudicare una persona solo perché è diversa dagli altri, anche noi siamo razzisti; dobbiamo lottare affinché queste persone diverse da noi non siano allontanate e discriminate".»
(Emanuela Infante e Gaia Olocco, Anne Frank non era sola, BookBlog - Salone del Libro di Torino, 13 mag. 2016)
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«[...] Il libro colpisce subito perché si entra nel vivo della quotidianità di ogni abitante della casa, con lo sguardo diverso di ogni protagonista.
[...] A uno a uno Guia Risari ci presenta i personaggi e i loro pensieri, facendoci entrare nella casa e scoprire i sentimenti più intimi.
[...] Che dire, se non che il libro si legge tutto di un fiato, è ben scritto e a tratti poetico nonostante l'argomento: si respira ogni istante insieme ai protagonisti e te li vedi, ti sembra di essere accanto a loro, vivere i loro disagi e i loro sogni. [...]»
(Anna Pisapia, La porta di Anne, di Guia Risari, Mondadori editore, A casa di Anna, 17 mar. 2016)
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«[...]dalla misura breve del racconto è transitata a un romanzo che conserva intatti i suoi pregi di scrittrice: capacità di articolare la trama in modo originale, fluidità narrativa, essenzialità delle emozioni. In La porta di Anne protagoniste sono le altre vite che con Anne condivisero per oltre due anni l'appartamento in Prinsengracht 263: sogni individuali, speranze comuni, vite frantumate... Un romanzo, ad un tempo, forte e leggero, drammatico ma palpitante di vita...»
(Pino Boero, Libri in fiera, www.pinoboero.com, mar. 2016)
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«[...] Il potere salvifico della fantasia è anche il filo conduttore de La Porta di Anne (Mondadori, dai 12 anni), di Guia Risari. Ognuno degli otto personaggi che per due anni e 29 giorni vivono insieme nella soffitta di Amsterdam, dietro una porta mascherata da libreria, ha un sogno da condividere. Le pagine di questo libro riescono a portare il lettore così vicino ai diversi personaggi da sentirne la potenza della loro immaginazione, unica via di salvezza. Fino alla mattina del 4 agosto 1944, momento in cui il nono protagonista, il sottufficiale austriaco incaricato di irrompere nel rifugio, arriva per cancellare il sogno più grande, quello di libertà. [...]»
(Oriana Picceni, Il giorno della memoria spiegato ai bambini, Vogue bambini - Libri, 1 feb. 2016)
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«[...] A comporre La porta di Anne, ovvero a raccontare se stessi attraverso porzioni della loro esistenza, attraverso i loro sogni di libertà, attraverso i ricordi che gelosamente conservano, sono queste otto persone, schiacciate tutte dietro una porta, soffocate tutte in uno spazio angusto, costrette tutte a non vedere il cielo se non dall'abbaino. Per più di due anni. [...] Ai loro otto racconti se ne aggiunge un nono, con il quale il romanzo apre, ed è quello del sottufficiale tedesco, Karl Josef Silberbauer incaricato dalla Gestapo di andarli a stanare.
[...] Struggente, intimo il racconto che Guia Risari fa di ciascuno, con sensibilità e non comune partecipazione emotiva, lontana da ogni interpretazione didascalica o retorica. L'originalità del punto di vista, il racconto che prende nove strade diverse, il rigore, la chiarezza e la fluidità dello scrivere rendono questo libro qualcosa di altro rispetto a opere scritte per l'occasione, per la ricorrenza. [...]»
("La porta di Anne", di Guia Risari, La Cicala, 1 feb. 2016)
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«Guia Risari torna a parlarci di storia nel suo nuovo libro, uscito da poco per Mondadori. Lo fa partendo dalla nota vicenda di Anna Frank, ma colmando un vuoto e dando uno spessore diverso alle persone che vissero con lei nell'Alloggio Segreto, prima della cattura. Ogni capitolo ci offre la possibilità di entrare nella mente di un personaggio diverso, immergerci nei suoi pensieri, nelle sue nostalgie, nei suoi stratagemmi per arginare la paura e la disperazione. [...] Ma nei pensieri, nei quali entriamo di soppiatto, complici le semplici e potenti illustrazioni a matita di Arianna Floris, ci accorgiamo che non regna solo la paura. C'è posto per la speranza, la forza, la volontà [...]
Quando la storia si chiude, il libro va avanti. Troviamo una sezione dedicata alla planimetria dell'edificio in Prinsengracht 263, il rifugio di Anna e dei suoi compagni, e la ricostruzione di una giornata tipo della loro vita. Segue una cronologia storica, che aiuta i ragazzi a collocare gli avvenimenti, per avere un quadro più chiaro della situazione. Queste ultime pagine sono un invito, di questa scrittrice così sensibile, a proseguire, andare oltre. Un invito a capire, voler conoscere, riflettere. [...]»
(Daniela Darone, "La porta di Anne", di Guia Risari, Penna e blog-notes, 28 gen. 2016)
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«[...] In occasione della Giornata della memoria, arriva in libreria La porta di Anne di Guia Risari. Il suo libro parte da quel diario, quella storia, quella porta chiusa, per provare a immaginare i pensieri che attraversano le menti degli otto abitanti della casa al risveglio, il 4 agosto 1944, nel loro quotidiano, faticoso tentativo di trovare una normalità nell'inconcepibile. Quali possono essere stati i loro tormenti, le ansie, le paure, i malumori, le inquietudini, i desideri, le speranze, in quell'ultima mattina di clandestinità, prima di scoprire che qualcuno li aveva traditi? Alla fine del volume, una ricca appendice che documenta quegli anni, quelle vite, quelle storie. »
(Mara Dompé, La porta di Anne, I ragazzi leggono, Corriere di Saluzzo, 28 gen. 2016)
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«[...] Un punto di vista inedito sulla vita di Anna Frank e degli occupanti dell'Alloggio segreto, nelle ore che precedono l'arresto, le prime ore del mattino narrate attraverso occhi diversi, quelli degli otto occupanti intenti con la loro normalità.
Un libro molto ricco di spunti, note storiche, bibliografie per approfondire, cifre, disegni,ecc. »
(La porta di Anne, Guia Risari, Ze Buk, 28 gen. 2016)
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«[...] Un punto di vista nuovo sulla storia di Anne Frank e degli altri sette rinchiusi con lei nel nascondiglio. Questo ci offre Guia Risari in "La porta di Anne" (Mondadori). Una storia conosciuta, ma interpretata in modo diverso attraverso ciò che ciascuna di queste persone pensa nei momenti precedenti l'arresto. Tutti in quella soffitta, oltre alla libertà, hanno un sogno: [...] Anche il pensiero del soldato che li scoprirà e che li arresterà è oggetto di un capitolo. Un capitolo diverso, però, nel quale ai sogni e agli ideali degli altri protagonisti si oppone la cieca obbedienza ad un'ideologia accettata passivamente, e, forse, neanche compresa del tutto, solo perché obbligo per chi indossa quella divisa.
Attraverso ricostruzione storica e libera interpretazione narrativa, capitolo dopo capitolo (ad ogni personaggio ne è riservato uno) si compila una storia intensa e coinvolgente. Una storia di umanità, nelle sue svariate sfaccettature. Di quell'umanità che esce nelle situazioni difficili, nelle vicende tragiche: un'umanità diversa perché reale, vera. Nella tragedia non c'è tempo per camuffare, per nascondere, per voler sembrare. Da qualsiasi punto di vista la si viva. [...]»
(Elisabetta Vanzetta, La storia di Anne Frank e i sogni in soffitta, Letto per voi - giornata della memoria. Anno 91, n. 05, Vita Trentina, 28 gen. 2016)
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«[...] in occasione della GIORNATA DELLA MEMORIA, abbiamo deciso di raccontarvi due storie di vicinato. Un vicinato che potrebbe essere quello del nostro quartiere, del nostro pianerottolo, della nostra tranquilla via di città. E di come, piano piano, senza bruschi scossoni, con piccole e quotidiane azioni di ciascuno, questo vicinato si sia trasformato in un luogo di indifferenza, diffidenza ed infine di aperta ostilità.
[...] Un libro in cui l'autrice rivede la storia di Anne Frank e del suo esilio nella soffitta di Prinsengracht 263, proponendo punti di vista nuovi e differenti, esercitando insomma quei pensieri diversi di cui vi parlavo nel primo post. I pensieri e i sogni sono quelli degli otto abitanti nascosti, insieme ad Anne, nell'alloggio segreto.
[...] I personaggi che la Risari ci racconta, se non fosse per la drammaticità della situazione che ben conosciamo, potrebbero quasi sembrare i protagonisti di una sit com famigliare, quelle girate fra le mura domestiche, con piccole quotidianità e difficili convivenze a tratti anche ironiche.
Lo spostamento del punto di vista è illuminante. Anne per una volta è una degli otto [...]
La scoperta dell'alloggio segreto e l'arresto sono lasciati alle ultime pagine, epilogo quasi inevitabile e ormai noto ai più, su cui pare l'autrice non voglia soffermarsi a favore invece del racconto pieno di vita e di sogni di futuro dei personaggi.
Ci parla invece di quel soldato Karl Josef Silberbauer che procede all'arresto, ci racconta del suo ingresso nella Gestapo e del disappunto della madre che con le sue semplici parole
"Quell'Hitler mi sembra un idiota!"
diventa profeta di una verità profonda e amara... un idiota che ha ucciso milioni di persone. Un arresto fin troppo facile, grazie a una soffiata, nessun tentativo di ribellione o fuga, non ci fu nemmeno bisogno di parlare. Pare intenerirsi un attimo il soldato davanti alle lacrime mute di Margot e alla divisa di soldato che ha combattuto per la Germania durante la prima guerra mondiale di Otto... ma appunto è un attimo perchè "Dopo aver provato l'ebbrezza del potere che ne conseguiva, non avrebbe potuto farne a meno. Bastava una mostrina sul bavero a trasformare un uomo in un Dio".
[...] Due libri per ricordare come le distanze possano improvvisamente accorciarsi e renderci tutti vicini forzati che dividono una stessa terribile storia. Due libri per ricordare, al contempo, che le vicinanze e le quotidianità possono trasformarsi in indifferenze, odio e bersaglio delle personali infelicità.
[...] Due libri da far leggere ai nostri ragazzi per ricordare ciò che speriamo non debbano mai vivere. »
(Ada Francesconi, Vicino Lontano, Galline Volanti, 27 gen. 2016)
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«Il romanzo di Guia Risari, novità editoriale di gennaio 2016 per Mondadori, narra la prigionia forzata di otto ebrei - tre uomini, due donne, due ragazzine e un ragazza - da oltre due anni rinchiusi in un appartamento segreto ad Amsterdam, nella speranza di sfuggire alle persecuzioni naziste: è la storia di Anne Frank, non certo nuova, ma per la prima volta narrata da un punto di vista inedito, nelle poche ore prima dell'arresto.
Il romanzo, consigliato ai ragazzi dai 12 anni, ha il merito di spaziare oltre la vicenda di Anne, diventata simbolo della Shoah e delle sofferenze del popolo ebreo durante la II Guerra Mondiale; ci ricorda che Anne nel suo rifugio non era sola [...]
Tutti hanno un sogno, ma c'è un desiderio più grande che accomuna tutti: la libertà.
[...] Ma anche il sottoufficiale delle SS, Karl Josef Silberbauer, ha un sogno: stanare otto persone nascoste in un vecchio edificio. E la mattina del 4 agosto del 1944 quel sogno diventa realtà. Il suo punto di vista fa da controaltare a quello degli otto inquilini, esterno ma complementare, e proprio attraverso il mondo interiore e le abitudini di vita dei personaggi, Guia Risari traccia un affresco della vita quotidiana e un preciso inquadramento storico.
La porta di Anne, con le delicate illustrazioni di Arianna Floris, è corredato da note storiche e una ricca bibliografia e si rivela un'ottima occasione di approfondimento per far conoscere ai nostri ragazzi una triste e terribile pagina della nostra storia, da non dimenticare.»
(La Porta di anne, Filastrocche.it, 27 gen. 2016)
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«[...] Questa è la loro storia, o meglio le loro storie, che si differenziano per molti aspetti, ma che per destino invece si assomigliano. Tutti loro sono ebrei che si stanno nascondendo e tutti loro, ad eccezione di Otto Frank, moriranno nei campi di concentramento nazisti tra il 1944 e il 1945. Ai loro otto racconti se ne aggiunge un nono, con il quale il romanzo apre, ed è quello del sottufficiale tedesco, Karl Josef Silberbauer incaricato dalla Gestapo di andarli a stanare. Un altro esempio della banalità del male, di cui la Arendt parla, in quello scaffale di fascicolatori che al loro interno contengono i destini di uomini e donne, ridotti a numeri, a pratiche da espletare.
In una singola unità di tempo che li accomuna, una notte e una mezza giornata, li vediamo tutti agire, cogliamo i loro pensieri.
Ogni capitolo è dedicato a uno di loro. Prima di ogni capitolo appare sempre la stessa porta disegnata e davanti a essa il protagonista di turno.
[...] Eccoli, ciascuno evocato da un oggetto, da un particolare - una sigaretta, una lacrima, una lettera, un paio di occhiali - singole voci distinte che formano un coro. Struggente, intimo il racconto che Guia Risari fa di ciascuno, con sensibilità e non comune partecipazione emotiva, lontana da ogni interpretazione didascalica o retorica. L'originalità del punto di vista, il racconto che prende nove strade diverse, il rigore, la chiarezza e la fluidità dello scrivere rendono questo libro qualcosa di altro rispetto a opere scritte per l'occasione, per la ricorrenza.
Sebbene nato da un'esigenza editoriale di rendere giustizia a tutti gli abitanti dell'Alloggio segreto, il libro decolla e va ben al di là di questo obiettivo che, peraltro, raggiunge felicemente. Si tratta di una toccante galleria di esseri umani, uomini donne ragazzi e ragazze, che stanno soffrendo e che si stanno confrontando con un destino terribile eppure continuano, nonostante gli sforzi di chi li vuole vedere cancellati, con pervicacia a non perdere neanche una goccia della loro dignità di persone. [...]»
(Carla Ghisalberti, La banalità del male, La borsetta della sirena (libri per incantare), Lettura Candita, 27 gen. 2016)
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«[...] La fantasia aiuta gli scrittori a spiegare l'inspiegabile, a edulcorare l'orrore, a imbastire finali felici, o quasi. Ma la realtà, senza happy end, del più classico dei libri sulla Shoah, Il diario di Anna Frank, può diventare, con l'aggiunta di dosi minime di immaginazione, il verosimile resoconto delle ultime ore di clandestinità di tre uomini, due donne, due ragazzine e un ragazzo, nel loro nascondiglio, protetto da una libreria. Ciascuno degli abitanti del nascondiglio ha i suoi sogni e il suo capitolo ne La porta di Anne, scritto da Guia Risari e illustrato da Arianna Floris, per Mondadori.
Le ore che precedono l'arresto, la mattina del 4 agosto 1944, si dilatano fino a superare la scansione del tempo reale, per restituire a quegli ultimi momenti di relativa libertà tutta la carica di speranza, illusione e umanità affondate da una delazione. Un nono personaggio viene seguito, passo a passo, mentre si prepara a irrompere nel rifugio e nella Storia con il ruolo più infame: il sottufficiale austriaco Karl Josepf Silberbauer, mai commosso - pare - dalle pagine del diario di Anna. [...]»
(Elisabetta Rosaspina, L'incredibile viaggio dei bimbi salvati, Shoah. Memoria, documenti, testimonianze, La lettura, 26 gen. 2016)
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«[...] Il libro è corredato da una sezione che si intitola "Per saperne di più" dove è inserita la planimetria che riproduce i tre piani dell'edificio in Prinsengracht 263 così come erano negli anni tra il 1942 e il 1944, disegnata secondo le indicazioni di Otto Frank con una descrizione dell'alloggio e della vita che vi si svolgeva.
Inoltre vengono dettagliate le note biografiche di tutti i personaggi e la cronologia storica degli accadimenti dal 1929 al 1945 e aggiunte le cifre dello sterminio.»
(La Porta di anne, La valigia di Hermes - narrativa, Margutte, 26 gen. 2016)
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«[...] I protagonisti de La porta di Anne pubblicato nella collana di Contemporanea di Mondadori sono gli stessi inquilini di quell'Alloggio ma quel che cambia è il punto di vista. Mescolando Storia e finzione, Guia Risari ci offre il racconto inedito, di quello spazio di tempo che separa ciascun protagonista dal momento dell'arresto. Ignari di quel che sta per succedere anche se, come scrive Anna, tutti sentono farsi sempre più stretto il cerchio che li separa dal pericolo incombente, gli abitanti della casa ci appaiono in uno squarcio di privata quotidianità - chi nel dormiveglia, chi ancora assorto nei propri sogni, chi desideroso di tornare a vedere la luce del sole e di respirare ara fresca, chi cercando di riconciliarsi con quella vita da carcerati - pronti a ripiombare nella dura realtà. Quella molto più tragica che è già segnata. Oltre agli otto inquilini Guia Risari ha voluto osservare da vicino i pensieri di un nono uomo, il sottufficiale delle SS Karl Josef Silberbauer che pregusta il momento in cui aprendo la porta nascosta da una libreria potrà arrestare gli otto ebrei. Le lievi illustrazioni di Arianna Floris alleggeriscono il cuore di chi legge e conosce la fine della storia. Dai 13 anni. [...]»
(Rossana Sisti, Il coraggio e il dolore dei ragazzi al tempo della Shoah, Scaffale Basso, Avvenire.it, 23 gen. 2016)
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«Questo romanzo ha la capacità di andare oltre la vicenda di Anne e di ricordarci che non era sola: ci racconta infatti degli abitanti dell'Alloggio Segreto che con lei divisero quei due anni di clandestinità, attraverso il meccanismo affascinante di dire e di far vedere al lettore attraverso occhi diversi. Le poche ore dal risveglio all'arresto in quel 4 agosto 1944 vengono narrate da ciascuna delle otto persone che abitano silenziosamente le stanze; le loro voci svelano pensieri, attitudini, sogni e permettono all'autrice di dare un quadro del quotidiano e nello stesso tempo di sottolineare i caratteri, le caratteristiche e insieme i sogni dei più giovani come degli adulti. A loro si aggiunge un punto di vista esterno, ma complementare: quello del sottoufficiale austriaco che fu incaricato si stanare gli ebrei e di eseguirne l'arresto.
Leggere per non dimenticare.»
(SassoCartaForbice, La giornata della (nostra) memoria, Lucera.it, 22 gen. 2016)
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«La Giornata della Memoria ricorre fra pochi giorni e "La porta di Anne" di Guia Risari, che oggi segnaliamo, è uno dei più bei libri dedicati alla Shoah fra quelli acquisiti recentemente dalla biblioteca. È destinato a un pubblico di ragazzi dai 10 ai 14 anni. È particolarmente originale e toccante perché l'autrice dà voce alle persone che, insieme ad Anne Frank, erano nascoste nell'Alloggio Segreto: sono loro a raccontarci cosa accadde il 4 agosto 1944, ad Amsterdam, dalle prime ore dell'alba al momento dell'irruzione dei nazisti.»
(Patrizia Fruet, Biblioteca comunale Pergine, 22 gen. 2016)
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«Un romanzo nuovo e molto valido per affrontare il tema della Giornata della Memoria con i nostri ragazzi corredata da biografie e note storiche per approfondire il tutto.
La storia narra dei desideri intrecciati delle otto persone che con Anne Frank hanno condiviso il nascondiglio nell'Alloggio Segreto e la voce dissonante e complementare del sottufficiale delle SS, con la voglia di scovare queste otto persone.
Una buona lettura da fare assieme o individualmente, per raccontare la storia e mantenere viva la memoria. [...]»
(Enrica Lago, Libreria Palazzo Roberti, gen. 2016)
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«Sulla storia di Anne Frank sono stati scritti molti libri, ma questo ha il pregio di offrire un punto di vista inedito e davvero originale sulla vicenda.
L'autrice sceglie infatti come protagonisti Anne Frank e le sette persone che condividono con lei il piccolo nascondiglio [...]
La vicenda si svolge nelle ore che precedono il loro arresto, la mattina del 4 agosto 1944. Grazie a un ben riuscito intreccio di ricostruzione storica e di finzione narrativa, l'autrice dà voce, capitolo per capitolo, ai pensieri di ciascun abitante dell'alloggio segreto, ai loro sogni di libertà e alla speranza di poter uscire da quell'angusto nascondiglio e tornare a condurre una vita senza più costrizioni né divieti. Un nono punto di vista si aggiunge a quello dei rifugiati: si tratta dei pensieri del sottufficiale delle SS Karl Josef Silberbauer, colui che eseguì l'arresto delle persone nascoste, giustificando la propria azione come puro compimento del proprio dovere.
La grande introspezione psicologica messa in atto dall'autrice e la scelta del discorso indiretto libero permettono al lettore di entrare facilmente in empatia con le riflessioni dei rifugiati, da quelle più infantili ma acute di Anne, a quelle più disilluse e ormai rassegnate di Hermann Van Pels.
E mentre nello svolgersi della narrazione sentiamo sempre più vicina l'umanità dei rifugiati, nelle parti dedicate al sottufficiale Silberbauer avvertiamo invece il vuoto morale e, più banalmente, di pensiero che sta alla base del suo agire meccanico e ciecamente obbediente a un'ideologia che non viene mai messa in discussione. In fondo, come gli fa dire l'autrice, "un vero uomo non si fa domande, un vero uomo agisce". [...]
Una lettura da consigliare a chiunque, per riscoprire il principio universale di umanità.»
(Daniela Finistauri, La porta di Anne, Forkids, 19 gen. 2016)
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«[...] mi ha molto colpita: lo stile di scrittura è semplice ma ricco, trascinante, e il punto di vista è multifocale: non è solo Anne a parlare, ma ciascuna delle persone chiusa nel celebre appartamento con lei e, più avanti, perfino il sottufficiale nazista che le scoverà. Bello bello.»
(Alice Bassi, Capricci d'inchiostro, 18 gen. 2016)
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«[...] Il punto di vista di questo toccante racconto è un inedito ritratto di 8 anime che sognano, dormendo, a poche ore dall'arresto. Le parole di Guia Risari sono perfettamente sottolineate dai disegni di Arianna Floris: a dividere i capitoli ogni volta troviamo la porta chiusa. Quando giriamo la pagina al di là della porta viene raffigurato il protagonista del capitolo nel suo ultimo viaggio onirico all'interno dell'Alloggio segreto. Auguste sogna una pelliccia, Hermann sogna un prato, Anne sogna di diventare scrittrice...
Il nascondiglio sta per essere scoperto, lo sappiamo bene, come dimenticarlo? Eppure c'è ancora del tempo per sperare in un finale diverso, c'è ancora tempo per sognare.»
(Serena Marangon, La porta di Anne, Il viaggiatore incantato, 16 gen. 2016)
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«[...] Siamo allora felici di potervi raccontare di questo libro, l'ennesimo su Anne Frank potete dire, ma un testo - vi diciamo noi - che sa riproporre la vicenda di Anne in modo nuovo. [...] Questo romanzo ha la capacità di andare oltre la vicenda di Anne e di ricordarci che non era sola: ci racconta infatti degli abitanti dell'Alloggio Segreto che con lei divisero quei due anni di clandestinità, attraverso il meccanismo affascinante di dire e di far vedere al lettore attraverso occhi diversi. Le poche ore dal risveglio all'arresto in quel 4 agosto 1944 vengono infatti narrate da ciascuna delle otto persone che abitano silenziosamente le stanze; le loro voci svelano pensieri, attitudini, sogni e permettono all'autrice di dare un quadro del quotidiano, di fare un inquadramento storico e nello stesso tempo di sottolineare i caratteri, le caratteristiche e insieme i sogni dei più giovani come degli adulti. A loro si aggiunge un punto di vista esterno, ma complementare: quello del sottoufficiale austriaco che fu incaricato si stanare gli ebrei e di eseguirne l'arresto. Il lettore ha allora la possibilità di leggere di due fronti diversi, di vedere paure, timori, spavalderie, sogni; di rintracciare il breve attimo in cui il sottoufficiale - di fronte alla scoperta dell'uniforme dell'esercito con cui il padre di Anna ha partecipato alla Prima Guerra Mondiale, davanti alla giovinezza, agli sguardi intelligenti delle ragazze - tentenna, scopre un angolo di umanità, subito ricacciato indietro dall'adesione certa all'assurdo dovere dell'obbedienza.
Se dobbiamo scegliere una nuova lettura per i ragazzi per il Giorno della Memoria, eccone dunque una originale e meritevole, corredata da un apparato di note storiche, cifre, bibliografie per approfondire. [...]»
(Caterina Ramonda, La porta di Anne, Le letture di Biblioragazzi, 13 gennaio 2016)
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Utilizzi

Elaborati degli studenti ispirati a La Porta di Anne, scuola media di Cadorago (Como)


Diritti
Disponibili in tutte le lingue presso l'editore:

Mondadori
Via Mondadori, 1
20090 Segrate
tel. +39 02 75423474
e-mail sandra.barbui@mondadori.it
http://www.librimondadori.it


La puerta de Ana LA PUERTA DE ANA
Guia Risari, ill. A. Floris
Ediciones Castillo, México D.F., 2017
(ISBN 978-607-621-699-6, Castillo de la lectura, Serie Roja, 12+ años, pp. 192)

 

L'editore
Ediciones Castillo
Insurgentes Sur 1886
Col. Florida, 01030 México, D.F.
tel +52 (55) 5128 1350
e-mail infocastillo@grupomacmillan.com
http://www.edicionescastillo.com


Incipit

El alba de Karl
 
La noche estaba tranquila y silenciosa. Por primera vez ningún avión había sobrevolado los cielos estriados de Ámsterdam.
Inmerso en sus sueños, Karl Josef Silberbauer pensaba que había regresado en el tiempo. Era la mañana de un domingo diez aõs atrés; la guerra todavía estaba lejos. Soñaba con Viena, las avenidas arboladas, las plazas barrocas, las caras sonrientes de los niños juguando en la calle, el traqueteo del viejo tranvía que avanzaba por las vías, meciéndose.
A él le gustaba tomar el tranvía: era su viaje en el universo humano. Entre más duraba el trayecto, más tiempo tenía para observar los rostros de los pasajeros, qué ropa vestían, cómo iban peinados. Cada indicio revelaba su personalidad. Él reunía largas listas sin descuidar ningún detalle. ¿Los zapatos estaban a la moda o resultaban anticuados? ¿Brillantes o empolvados? ¿El abrigo era de segunda mano o nuevo? ¿Y el cuello de piel sería de gato o de auténtica chinchilla? ¿Aquella mujer iba maquillada o sus labios eran color rojo natural? Y aquel distinguido señor parado en la esquina, ¿era en realidad alguien importante o un simple vanidoso?
Su padre le había enseñado a observar, y en lo absoluto era un juego ocioso. Consistía en la ocupación principal de un buen policía. Después de todo, la verdad no es sino una simple deducción a partir de una serie infinita de detalles. Un trabajo matemático, de precisión: sumas los factores y obtienes el resultatdo. La apariencia no lo era todo, es cierto: sin embargo, al analizarla se entendían muchas cosas: no sólo la edad, la condición y el estado de ánimo, sino también las esperanzas, los sueños, los miedos. Cada uno, en un examen atento, revelaba su propia realidad, quisiera o no. Arreglarse sin cesar un mechón de cabello en la frente indicaba un deseo de llamar la atención. ¿Qué significaba, por el contrario, juguetear con la fe? Tal vez ese matrimonio no era tan feliz y en su universo se había plantado la duda. Mientras que aquel anciano, quien no detenía los ojos sobre nada, sino que los desplazaba de un lado a otro, enviaba una clara señal de debilidad, de miedo. ¿A qué? ¿A los demás, a la vida o a algo específico que no habría debido o querido hacer? ¿Quién lo sabría? No se podía responder a todo en un tranvía.

(Guia Risari, La puerta de Ana, ill. A. Floris, Ediciones Castillo, México D.F., 2017) © Ediciones Castillo 2017

 



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